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28/3/2009
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maccheroni alla chitarra

Ingredienti:
600 gr di farina, 6 uova, 200 gr di carne di manzo macinata, 200 gr di agnello, 200 gr di maiale magro, 500 gr di pelati, un bicchiere di olio d'oliva, cipolla, carota, parmigiano, sale
Procedimento:
Impastare la farina con le uova, un pizzico di sale e due cucchiai d'olio. Lavorare fino a ottenere una pasta elastica, stendere in sfoglie e passare sulla "chitarra", il telaio che serve per tagliare questo tipo di pasta. A parte preparare il sugo e far cuocere per circa un'ora. Condire la pasta cotta in abbondante acqua bollente salata e aggiungere il peperoncino tagliato a pezzetti.
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28/3/2009
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invito per amici
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benvenuti
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carabinieri
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il gazzettino della vigilanza
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il team guardie giurate
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INCARICATI DI PUBBLICO SERVIZO
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La Guardia Particolare Giurata è inquadrata giuridicamente come "Incaricato di Pubblico Servizio", benché alcune sentenze della Corte di Cassazione ne abbiamo evidenziato anche la qualità di "Agente di Polizia Giudiziaria" e di "Pubblico Ufficiale"; ma solo quando, in determinate specifiche occasioni, chiamata a prestare soccorso ad altri Agenti o Ufficiali di Pubblica sicurezza. I poteri delle Guardie Giurate sono si rifanno ad un ordinamento del 1931. Da qualche anno si parla di una imminente riforma del settore della vigilanza Privata, resa ormai necessaria dallo scenario attuale in cui le odierne Guardie Giurate si trovano ad operare. Le G.P.G. possono stendere dei verbali in relazione al servizio cui sono destinate; ma questi fanno fede in giudizio fino "prova contraria" e non a fino a "Querela di Falso" come avviene per gli agenti di Polizia Giudiziaria. Il "Porto di Pistola" di cui sono quasi sempre dotate le G.P.G. è per "Difesa Personale" con tassa governativa ridotta; quindi dà diritto al porto, anche fuori servizio, in tutto il territorio nazionale, isole comprese, con le limitazioni imposte dalla legge (non si può portare l'arma negli stadi, nei seggi elettorali, nelle pubbliche assemblee, riunioni politiche, ecc.). Quello di Fucile rilasciato invece raramente e dalle Questure per chi effettua Trasporto Valori, consente il Porto solo durante il servizio. Il rinnovo del "Porto d'Armi" è biennale e solitamente coincide con quello del "Decreto di Nomina". Alle G.P.G. che prestano servizio armato, quindi, vengono rilasciate due differenti "Autorizzazioni di Polizia", seppur collegate fra loro; questo perché in qualche luogo i regolameti delle Questure prevedono solo il servizio disarmato, come nel caso del controllo negli aeroporti; in altri casi, lo stesso cliente dell'Istituto di Vigilanza richiede guardie prive di pistola. Di conseguenza, anche se raramente, alcune Prefetture rilasciano il Decreto ma non il Porto. Alle G.P.G. armate viene poi concesso dalla legge potere rispetto ai "Pubblici Ufficiali": Esse, anche in servizio, possono farne uso solo per legittima difesa (anche di terze persone); e gliene viene concesso l'uso legittimo come agli Agenti e Ufficiali di Pubblica Sicurezza, per la repressione in flagranza di derminati delitti. Alle Guardie Particolari Giurate e gli istituti di vigilanza dai quali esse per lo più dipendono, i titoli vengono rilasciati dalla Prefettura; il controllo sull'operato viene poi espletato della Questura. Come anche del Questore è il regolamento provinciale sulle modalità del servizio e le dotazioni.
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28/3/2009
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la pantera nera
28/3/2009
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Pause durante l'orario di lavoro
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l Decreto n. 66/2003 non si esprime in merito allo svolgimento di pause durante l'orario di lavoro. Resta invariata la durata di 45 minuti per la pausa pranzo, per tutte le categorie di lavoratori. Per i turni di lavoro che eccedono le 6 ore al giorno, è fissata una pausa di 10 minuti (art. 8), per la cena, salvo migliori condizioni previste dalla contrattazione collettiva.
Il nuovo Testo Unico della sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, G.U. n. 101 del 2008), art. 175, prevede per tutti i lavoratori che operino a un terminale una pausa di 15 minuti ogni 120 di attività continuativa al computer, salvo diversa disposizione della contrattazione collettiva più favorevole per il lavoratore. Le violazioni sono puniti con un'ammenda e un arresto minimo di tre mesi (art. 177, comma a).
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